Drunken Jewelry: sogni e segreti in un gioiello

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Gli occhi azzurri e i capelli biondi le donano un’aura da fatina e quando ci incontriamo a Milano, dalle parti di Via Washington dove lei vive, quasi quasi mi aspetto che Linda Ferrari, in arte Drunken Rabbit, tiri fuori una bacchetta magica per trasformarmi in uno dei personaggi onirici che popolano la sua arte. Per i suoi quadri infatti prende ispirazione da Alice nel Paese delle Meraviglie e dal Mago di Oz, prediligendo personaggi che compiono un percorso in un mondo onirico, che non si svela fino all’ultimo, se realtà o sogno. Amore per la fiaba, a tratti gotica, che si traspone nella sua linea di gioielleria, Drunken Jewelry, di cui vi voglio parlare in questo post. I suoi monili mi sono piaciuti molto perché hanno uno stile minimal, ma carico di significato, e possono essere indossati tutti i giorni, ma anche nelle occasioni speciali. L’aggettivo Drunken, che prendono dal nome d’arte di Linda, ha a che fare con la denuncia degli eccessi contemporanei, che portano la società a ubriacarsi di cose. Non poteva che nascere una linea di gioielli essenziale, dalle linee sottili e pulite.

necklace key chain

Collana con ciondolo chiave – Drunken Jewelry

“L’idea di una linea di gioielli che si ispirasse agli elementi iconici della mia pittura è nata circa tre anni fa insieme a un amico orafo (che attualmente dà forma alle idee di Linda in un laboratorio in zona Porta Ticinese). Nelle donne che dipingo inserisco sempre chiavi o ciondoli oppure ancora le dipingo all’interno di una gabbia” mi spiega Linda. Così anelli, ciondoli chiave, ciondoli gabbia o mongolfiera escono dai suoi dipinti onirici, con soggetti prevalentemente femminili, tratteggiati con il nero del gotico e riempiti con i colori dei sogni.

drunken jewelry

Collana catena con chiave cuore – Drunken Jewelry

Drunken Jewelry

Collana con ciondolo chiave cuore – Drunken Jewelry

I pezzi sono realizzati in bronzo, ottone, argento, bagnati in oro giallo o rosa, non seguono collezioni stagionali, ma si presentano come tante piccole opere d’arte, sempre più spesso realizzate su misura. Il mio pezzo preferito è l’anello a fascia con serratura, da portare all’interno, perché il segreto rimanga nella mano. Proprio il segreto è uno degli elementi sempre al centro dell’arte di Linda Ferrari: “tutti i miei dipinti sono metafore e il protagonista è il segreto, segreto della fanciullezza, che ti fa aspettare che arrivi qualcosa. Senza segreti molte cose perdono di magia, sopratutto in quest’epoca dove tutto è mediatico e non ci sono più segreti”.

anello serratura

Anello serratura, fascia alta in argento – Drunken Jewelry

drunken jewelry

Collana con perle di fiume e ciondolo chiave – Drunken Jewelry

Tra segreti chiusi a chiave nella serratura dell’immaginario e accessori minimal, ho passato circa un’ora nel mondo fatato di Linda Ferrari, un incontro davvero bello con l’arte e la creatività, che la circonda in tutti gli aspetti della vita. Dopo il liceo artistico, ha studiato interior design alla Naba e anche se questa non è diventata la sua professione, le ha certamente assicurato una casa arredata da favola. Se siete interessate alla Drunken Jewelry sono tre i punti vendita a Milano (trovate gli indirizzi alla fine del post), per chi non capita a Milano niente paura, potete contattare Linda attraverso la pagina Facebook.

drunken jewelry

Cindolo gabbietta – Drunken Jewelry

Drunken Jewelry

Collana “Non siamo più in Kansas Toto” – Drunken Jewelry

Drunken Jewelry

Orecchini chiave in argento – Drunken Jewelry

COSA: Drunken Jewelry di Linda Ferrari

DOVE: a Milano da Cavalli e Nastri, via Brera 2, I Cento Fiori in via Vincenzo Monti 95 e Gallery on the Move, via Elba 30


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2 Comments on Drunken Jewelry: sogni e segreti in un gioiello

  1. Chiara88
    13 aprile 2016 at 15:34 (4 anni ago)

    Wow! Io, da gemmologa esperta di perle quale sono, ho trovato deliziosa la collana con il ciondolo a chiave e mi fa molto piacere avere una collega così brava!

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    • benedetta
      18 aprile 2016 at 14:55 (4 anni ago)

      Ciao Chiara! Crei gioielli anche tu?

      Rispondi

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