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Antigua, un piccolo paradiso ai Caraibi

Antigua

Il mio augurio a tutti per il nuovo anno è che abbiate la possibilità di fare una bella vacanza in totale relax. Tra lavoro, impegni e progetti non sempre ci prendiamo il meritato riposto, oppure a volte purtroppo non è possibile, ma prima o poi un giorno vi auguro accada e nel mentre si può sempre sognare. Per me una vacanza così è stata il viaggio di nozze, a New York e ad Antigua, nel maggio 2013. Se per raccontare New York un libro non basterebbe, per raccontare Antigua certamente un post può dare almeno gli elementi principali. Sono stata su questa piccola isola, che fa parte delle Piccole Antille, per una settimana e penso di non essermi mai riposata tanto in vita mia. Ma anche divertita e abbronzata. Conservo un ricordo stupendo di quella vacanza, così ben riuscita anche grazie all’albergo in cui sono stata insieme a mio marito, il Sugar Ridge, ai posti che ho visitato e alle spiagge indimenticabili. In questo momento i Caraibi sono nel pieno dell’alta stagione (io ci ero stata a maggio, al confine tra alta e bassa stagione), per cui se avete l’opportunità di concedervi una bella vacanza in un luogo esotico, ecco la mia esperienza e i miei consigli.

Darkwood Antigua Caraibi

La spiaggia di Darkwood ad Antigua, Caraibi. In assoluto è la mia preferita!

antigua caraibi

Un letto a baldacchino King Size ci ha accolto al Sugar Ridge di Antigua. Perdonate la foto un po’ stortina, ma la modalità blog always on e iPhone 6 non erano ancora entrati nella mia vita quando sono stata ad Antigua

Hotel Sugar Ridge

Non male come inizio la stanza nella foto, vero? Anche se il primissimo impatto con l’isola è stato con la simpatica taxista che con il suo pulmino ci ha portato dall’aeroporto all’albergo, una signora che ci ha riassunto tutte le cose importanti (tipo se volete chiamatemi e vi porto a fare uno shopping tour dell’isola), tra cui che gli antiguani hanno ritmi molto lenti e che i taxi ci sarebbero costati moltissimo (vero). Ma sopratutto che sull’isola non c’erano serpenti!! Infatti si sono estinti, a quanto ci ha raccontato, e visto che sono terrorizzata dai rettili, questa consapevolezza mi ha aiutato davvero a rilassarmi. Così bella tranquilla sono arrivata con mio marito all’hotel Sugar Ridge, che prende il suo nome dal fatto che sorge dove prima si trovata una piantagione di canne da zucchero, coltivazione molto diffusa sull’isola ai tempi della schiavitù e prima che tutti gli abitanti iniziassero a lavorare nel turismo.

antigua caraibi

Qui sono sul terrazzino della nostra camera al Sugar Ridge di Antigua…non ho resistito alla tentazione di mettere un fiore di ibisco rosso tra i capelli

L’hotel è esattamente come mi immaginavo dovesse essere un albergo ai Caraibi. Elegante, in stile coloniale, con personale discreto ma presente, immerso in una vegetazione tropicale e con una vista sul tramonto dalla stanza. Il Sugar Ridge è frequentato sopratutto da inglesi e americani, infatti eravamo gli unici a non esserlo durante il nostro soggiorno. L’animazione è quasi inesistente, se volete è possibile frequentare qualche corso in piscina o nella palestra, ma è tutto molto discreto e gli ospiti vengono informati delle attività con un’elegante busta lasciata nella stanza. In generale l’atmosfera è sempre molto tranquilla e romantica, anche perché studiata sopratutto per coppie in vacanza. Per chi non va in spiaggia, ci sono due piscine, una classica e una infinity pool, da cui il primo giorno mi sono gustata il tramonto sul mare dei Caraibi. Lo Sugar Ridge non dà direttamente sul mare e sulla spiaggia, per alcuni questo è un punto a sfavore, per noi è stato bello perché in questo modo abbiamo girato tanto spiagge diverse: bastava richiedere allo shuttle dell’albergo un passaggio e ci portavano a destinazione, ad una spiaggia siamo arrivati a piedi, mentre quelle sul lato dell’isola che dà sull’oceano le abbiamo raggiunte con il motoscafo il giorno in cui abbiamo fatto l’escursione intorno all’isola. Il ristorante dell’albergo era molto buono e il personale davvero simpatico. Una cameriera si era accorta che mi piaceva molto la marmellata e un giorno me ne ha portata una fatta in casa all’arancia (amara per la verità, ma era stata così cortese che non potevo deluderla..). In generale ho mangiato moltissimo pesce e dolci preparati con mango e papaya. L’albergo si sviluppa su una collina e per accedere alle stanze ci sono dei sentieri fioriti molto belli, ma se proprio siete in modalità pigrizia vacanziera, basta chiamare la reception e vi verranno a prendere in auto! Accanto alla palestra (dove ho visto americani sul tapirulant a ogni ora), c’è un centro benessere, con vari trattamenti estetici e parrucchiere.

antigua Caraibi

Una parte dell’hotel Sugar Ridge, immerso nelle colline verdi di Antigua

Di notte si sente il cinguettio di molti volatili, motivo per cui se andate ad Antigua sicuramente vorrete dormire con la finestra chiusa. Al Sugar Ridge è possibile sia utilizzare l’aria condizionata sia la ventola al soffitto. Io non vado tanto d’accordo con l’aria condizionata, per cui la lasciavamo accesa mentre eravamo a cena, per poi spegnerla e usare la ventola durante la notte.

Fiori d'ibisco ovunque ad accoglierci allo Sugar Ridge ad Antigua

Fiori d’ibisco ovunque ad accoglierci allo Sugar Ridge ad Antigua

Ristorante Carmicheal’s

All’interno del Sugar Ridge c’è anche il Ristorante Carmicheal’s, il più buono di tutta l’isola. Potrete gustare la cena vista mare, con un menù degustazione o alla carta. Noi abbiamo sempre scelto alla carta, in particolare salmone, che era davvero delizioso. I tavoli sono tutti all’aperto, ma riparati da una tettoia. In generale l’ambiente è molto elegante e rilassato, come in tutto il resto dell’albergo. Solo una sera avrei voluto tirare le orecchie al personale, che ci aveva fatto sedere al bar per attendere il tavolo, facendoci poi passare davanti un’altra coppia, perché si erano dimenticati di noi. Come le altre sere però la cena era stata deliziosa!

fiori di tiarè

Questi sono fiori di tiarè, li trovo bellissimi, inoltre vengono utilizzati nella cosmetica per le proprietà emollienti. Li ho fotografati in un giardino che abbiamo incontrato mentre andavamo a piedi alla spiaggia della Marina, uno dei due porti di Antigua

Spiagge

Eccoci al pezzo forte, perché per quanto un albergo possa essere stupendo, un ristorante buonissimo e i servizi ottimi, Antigua è famosa per le sue splendide spiagge bianche, che continuano nel cristallino e caldo mare dei Caraibi. L’isola è bagnata da un lato dal mare dei Caraibi, dall’altra dall’oceano Atlantico. Ho fatto il bagno sia nell’uno che nell’altro e devo dire che, dopo aver provato il mare caraibico, nell’oceano sono rimasta circa trenta secondi, perché era un po’ più freddo, con molte alghe sul fondale (non sono molto temeraria e mi piace sempre vedere cosa c’è sotto dove sto nuotando). La spiaggia che ho preferito in assoluto è quella di Darkwood, che prende il nome dai tronchi scuri degli alberi che la circondano. Ci siamo stati due volte, non era mai affollata e, almeno quando ci sono stata io, al bar potete trovare una vera macchinetta del caffè della Illy!!! Vera, vera. Infatti io e mio marito, da bravi italiani, abbiamo immediatamente ordinato un espresso: potrete immaginare la nostra delusione quando ci siamo visti arrivare una caffè super lungo. Tanto che Andrea è andato dal simpatico barista per chiedere come mai non gli avesse preparato un espresso con la macchinetta della Illy. Il barista quindi ne ha prontamente preparato un altro davanti ai suoi occhi ed ecco svelato il mistero: per lui un dito di caffè era davvero impresentabile da offrire a un cliente e quindi per farne di più schiacciava più volte il pulsante. Insomma avevamo due o tre espressi insieme, ma con una cialda sola. Una lezione sulla preparazione dell’espresso dopo, ci siamo gustati il nostro caffè vista mare. Durante il nostro soggiorno ci sono state diverse pioggerelline, più un vero acquazzone l’ultimo giorno, del resto stavamo andando verso la bassa stagione, ovvero la stagione delle piogge, che corrisponde alla nostra estate. Ma quando piove si tratta di goccioline finissime, non fa per niente freddo, e di solito dura qualche decina di minuti. Un giorno ha piovuto mentre eravamo in spiaggia: inizialmente ci siamo riparati, poi ci siamo buttati in mare a fare il bagno, è stato molto divertente e quasi tutti ci hanno imitato.

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La spiaggia di Darkwood e il mare dei Caraibi: si trovano sulla costa occidentale dell’isola di Antigua

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Questa spiaggia è molto bella, ma non ci potrete andare, a meno che possiate soggiornare nell’esclusivo hotel adiacente alla spiaggia

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Tramonto visto dal nostro terrazzino, allo Sugar Ridge

Escursioni

Se andate ad Antigua con il supporto organizzativo di un’agenzia di viaggi, sicuramente ci sarà una persona di riferimento del tour operator a farvi da guida. Per noi c’era Niki, una signora toscana simpaticissima che trent’anni fa si è trasferita sull’isola e che ci ha organizzato due escursioni. Ne abbiamo fatta una via terra, girando tutta l’isola con un pulmino, e una via mare, compiendo il giro attorno all’isola con un motoscafo. L’escursione via terra è stata interessante per quantità di cose che abbiamo scoperto sull’isola e sui suoi abitanti. Abbiamo visto le scogliere più impervie, i luoghi di ritrovo, la spiaggia delle tartarughe, Half Moon Bay, la spiaggia considerata la più bella di Antigua sull’Atlantico, e il porto. Inoltre ci siamo addentrati nella foresta tropicale, dove abbiamo visto le piante di cotone e le piccole banane. Ci siamo fermati a mangiare pesce crudo in locale tipico e abbiamo fatto un po’ di shopping tra le bancarelle del mercato del porto. Ne serbo un ricordo davvero bello (non per lo shopping, davvero, ho preso solo una collana di conchiglie). L’escursione via mare forse per me era un po’ troppo avventurosa. Il motoscafo è divertente nel mare dei Caraibi, nell’Atlantico saltare le onde, per quanto abbastanza vicino alla costa, è stato…diciamo avventuroso. Insomma un pochino di paura l’avevo, ma è andato tutto molto bene. Ci siamo fermati in un parco acquatico, all’interno del mare caraibico, dedicato alle razze, dove potevamo fare il bagno con loro. Anche qua troppa avventura per me, alla prima razza che mi si è appiccicata alla gamba sono scappata sulla barca (erano veramente grandi). Mio marito invece ne ha presa una in braccio! Mi ha detto che è morbida come il velluto e anche se si attacca a ventosa non fa niente. Il gran finale è stato lo snorkeling vicino a una parete piena di spugne e pesci colorati all’interno del porto di Antigua. Vi consiglio le escursioni sopratutto perché grazie alle guide potete scoprire molto sul luogo in cui siete in vacanza.

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Piccole banane nella foresta tropicale ad Antigua

Non mi resta che augurarvi buona vacanza! Come indirizzo vi lascio quello dell’albergo dove sono stata, all’interno del quale c’è anche il ristorante più buono e famoso dell’isola. Le foto che trovate nel post le abbiamo fatte io e Andrea.

COSA: luxury hotel Sugar Ridge

DOVE: Tottenham Park, St. Mary’s Antigua & Barbuda. West Indies http://www.sugarridgeantigua.com

Bijoux vintage, vendita e mostra esclusiva a Milano

Bijoux vintage

Sotto Natale a volte ci affanniamo per trovare oggetti sempre più nuovi per fare regali originali. Se le ultime novità sono certamente interessanti, soffermarsi a guardare oggetti preziosi e semi preziosi del passato può regalare sorprese inaspettate. Idee per un regalo di classe o un nuovo pezzo da aggiungere alla collezione di gioielli e bijoux vintage. L’indirizzo da segnarsi è largo Augusto 10 a Milano, dove è in corso fino al 31 dicembre 2015, all’interno del sofisticato spazio L’Arabesque, la mostra A la recherche du style perdu, che espone bijoux fantasia e gioielli d’epoca dagli anni ’20 agli anni ’60. Ho avuto il piacere di visitare l’esposizione, dove i gioielli sono inseriti tra i profumi e gli abiti dello spazio, raccontando la storia di quasi mezzo secolo di stile e fascino.

bijoux vintage

Collana vintage in mostra presso LArabesque: colore e stile adagiati su un cuscino di velluto

Bijoux couture, che rappresento pezzi unici e introvabili per gli appassionati, sono raccolti grazie all’intuito e alla passione di Chichi Meroni, anima de L’Arabesque. Collane, bracciali, orecchini e spille che hanno fatto la storia del costume possono essere ammirati e anche acquistati. Sono presenti creazioni che provengono da Italia, Francia e Stati Uniti, realizzate con pasta di vetro, strass, argento, cristalli, perle simulate e leghe metalliche. Tra le firme: Chanel, Bergère, Dior, Eisenberg e molte altre firme storiche del mondo del gioiello.

bijoux vintage

Bijoux luminosi ed eleganza vintage presso L’Arabesque

L’esposizione è vero tributo all’eleganza senza tempo di questi oggetti, pensati per le donne di ieri e ancora glamour e chic per le donne di oggi, perché il gusto e la vera eleganza durano per sempre. Da segnalare tra i pezzi esposti la collana con pendente a nappa attribuibile a Chanel e realizzata in Francia intorno al 1930 con strass, perle simulate, pasta di vetro e argento. Spicca tra i bracciali quello in argento dorato di Napier, che risale al 1950 circa e proviene dagli Stati Uniti. Inoltre è esposta la spilla a forma di scudo di Joseph Mazer, realizzata circa nel 1960 negli Stati Uniti, in metallo dorato satinato e argentato e perle d’imitazione, che è stata inserita nella Storia del Bijou e del Gioiello pubblicata da De Agostini.

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Bijoux attribuibili a Chanel, 1930 circa, presso L’Arabesque

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Bijoux di ieri perfetti per le donne di oggi, in mostra a L’Arabesque

bijoux vintage

Spille bijoux vintage in mostra presso L’Arabesque

COSA: mostra “A la recherche du style perdu” fino al 31 dicembre 2015

DOVE: L’Arabeque, Largo Augusto 10, Milano

Expo 2015, la mostra Fab Food

Fab Food

Rush finale: ultima settimana di esposizione universale a Milano, con il solito tam tam a fare da sottofondo…code, code e ancora code per entrare in quasi tutti i padiglioni. Sono stata a Expo proprio in questi giorni di grande affluenza ed effettivamente ho rinunciato ad entrare in parecchi padiglioni per via delle code, riuscendo a visitare soltanto Francia e Belgio (davvero bello). Ho avuto però la fortuna di scoprire anche la mostra di Confindustria, Fab Food, dedicata ai più piccoli, ma con tanti spunti anche per i grandi e sicuramente centrata rispetto al tema dell’Expo 2015. Vi segnalo quindi questo spazio che merita ed è molto meno inflazionato dei padiglioni degli stati, dove potete rifugiarvi per vedere qualcosa di interessante, lontano dalle code. La trovate all’altezza dell’Albero della Vita, ma dal lato opposto, cardo sud-est all’interno del padiglione Italia.

La mostra, in modo giocoso e divertente, ha come obiettivo far vivere al visitatore un’esperienza in cui si rende conto di come sia possibile ottenere prodotti alimentari sicuri, rispettando l’ambiente e le sue risorse, ma soprattutto che siano anche di qualità e in quantità sufficiente, anche grazie all’uso della tecnologia.

Fab Food

fab Food – mostra confindustria Expo 2015. Su piatti che girano, si preparano virtualmente piatti tipici della tradizione

Fab Food

Fab Food – mostra Confindustria Expo 2015 – su piatti che girano si preparano virtualmente piatti tipici della tradizione

Così tra Juke Box dei desideri, dove viene preparato il tuo piatto preferito, e giostra Nutrire il pianeta, il visitatore è accompagnato ad utilizzare sensi e intelligenza per rispondere ad alcune domande fondamentali per il futuro del pianeta, come ad esempio quale sia il ruolo della tecnologia e qual è il contributo che ciascuno può dare. Videogames, video installazioni e specchi deformanti vi aspettano lungo il percorso, ma non rovino la sorpresa ai visitatori della mostra ; )

Juke Box dei desideri

Juke Box dei desideri – Fab Food, expo 2015

albero della vita

Albero della vita, Expo 2015

COSA: mostra Fab Food

DOVE: sito espositivo Expo Milano 2015, cardo sud-est all’interno del padiglione Italia

Gioielli di Gusto a Palazzo Morando

gioielli di gusto

Per chi ha il favoloso dono dell’ironia, anche nella moda, ama i gioielli e ama divertirsi, questa mostra è imperdibile. A Palazzo Morando, in via Sant’Andrea 6 a Milano, dal 18 settembre all’ 8 dicembre, Gioielli di Gusto, racconti fantastici tra ornamenti golosi, mette in mostra circa 200 pezzi tra gioielli e bijou che conducono il visitatore attraverso un viaggio poetico e surreale dell’interpretazione degli alimenti nel mondo dei monili, in tema con l’Expo ospitato da Milano. Orecchini a grappolo d’uva, anelli aragosta e collane pasta: il menù è molto ricco, declinato in molteplici stili, con materiali preziosi o semplice carta. Fanno da contorno/cornice splendidi origami piatti e posate, nell’allestimento ideato dal designer Alejandro Ruiz.

gioielli di gusto

Più veri del vero: bijoux in resina dell’artista giapponese Norihito Hatanaka

Dai bijou pop come quelli nella foto qua sopra, ai preziosi che descrivono con eleganza la bellezza delle forme naturali, la curatrice della mostra promossa dal Comune di Milano e insegnate di storia del gioiello Mara Cappelletti ha ideato quattro sezioni per raccogliere la vastità della produzione a tema cibo, simbolo del nutrimento e della vita. Il Gusto dei Gioielli è la sezione dedicata ai gioielli veri e propri, dalla collezione ottocentesca De Marchi agli oggetti contemporanei. Tra questi mi sono piaciuti molto gli orecchini in corallo rosso del Mediterraneo, zaffiri e brillanti di De Simone. Non mancano di ironia e starebbero molto bene come unico dettaglio sfizioso di un outfit ricercato.

gioielli di gusto

Orecchini in corallo mediterrano, zaffiri e brillanti, De Simone

Seconda sezione è il Gusto della Moda con tutte le ispirazioni modaiole che attingono a frutta, uova, dolci o pasta per inventare nuove forme e nuovi stili. In esposizione grandi nomi come Moschino, Marras, Krizia e Ferrè, ma anche Ornella Bijoux e Ayala Bar. Qualche incursione tra abiti e borse a tema food completa questa sezione, che rende omaggio al legame tra moda e cibo.

gioielli di gusto

In tavola maxi collana con noci pendenti e orecchini Yvone Christa New York Olive Tree

Vestito con uova all'occhio di bue

Dalla moda al Gusto Contemporary, sezione dedicata a pezzi unici realizzati ad hoc, che raccoglie il lavoro di 15 artisti del panorama internazionale e italiano. A me sono piaciuti moltissimo i bijou cioccolatino in carta realizzati da Angela Simone e le creazioni di la Hormiga, con frutta colorata e luminosa.

gioielli di gusto

Bijou ciccolatino n carta, Angela Simone

gioielli di gusto

La Hormiga bijou

Non poteva mancare una sezione dedicata al Vintage, con un raggio molto ampio, infatti ospita gioielli da metà ottocento fino alla bigiotteria degli anni ’90 con pezzi di Sharra Pagano, collezioni Fendi e Lagerfeld. Io ho adorato la collana pasta di Fendi che vedete nella foto qua sotto: belle le forme, bello il color oro, bella la semplicità ricercata.

gioielli di gusto

Collana pasta, 1980, Donatella Pellini per Fendi

Conclude la mostra un gentleman’s corner con una selezione di gemelli da polso. Consiglio la visita per scoprire qualcosa sulla storia del gioiello e del bijou, oltre che godere di una bella iniziativa per le appassionate di moda all’interno di Expo in città.

gioielli di gusto

Girocollo e bracciale con polpi colorati

COSA: mostra Gioielli di Gusto, racconti fantastici tra ornamenti golosi

DOVE: Palazzo Morando – Costume, Moda e Immagine, Via Sant’Andrea 6 Milano, dal 18 settembre all’8 dicembre 2015. Prezzo del biglietto della mostra + collezioni di Palazzo Morando 12 euro intero, 8 euro ridotto. Il martedì dalle ore 14.00 e la prima domenica del mese 7 euro intero, 4 euro ridotto. Orari: dal martedì alla domenica 10.00 – 19.30, lunedì chiuso.

Museo della calzatura, a Vigevano in mostra tacchi e storia

Coco Chanel

Alzate simbolicamente la mano, così davanti al computer o mentre leggete in metropolitana sul vostro smartphone, se anche voi avete desiderato una cabina armadio, con una PARETE dedicata alle scarpe, come quella che Mr. Big regala a Carrie quando acquistano la loro prima casa nel film Sex & The City. Io ho appena alzato la mano. Naturalmente non vorrei solo la cabina armadio, ma anche tutte le scarpe! Tra cui le mitiche Manolo, che ho scoperto essere legate a una città a me cara e vicina, Vigevano, dove ha lavorato lo stilista e dove sono esposte alcune delle sue creazioni, nel Museo Internazionale della Calzatura Pietro Bertolini.

Manolo Blanik

Manolo Blahnik in esposizione al museo della calzatura di Vigevano

Situato all’interno del Castello Sforzesco di Vigevano, insieme ad altri musei civici, il Museo della Calzatura è una piccola oasi di felicità per le amanti delle scarpe, che potranno ammirare l’evoluzione del gusto, della praticità e dell’estetica di questo accessorio funzionale eppure oggetto di così tanti fronzoli e invenzioni fantasiose. Ad accogliervi c’è La stanza della Duchessa, dedicata a Beatrice d’Este, con un’installazione multimediale che racconta la moda secondo la duchessa, con protagonista la pianella, calzatura da lei sempre portata.

museo calzatura vigevano

La pianella di Beatrice d’Este al centro dell’installazione multimediale al Museo della calzatura di Vigevano

Dopo la stanza della Duchessa io ho visitato subito la Galleria delle Meraviglie, un lungo corridoio dedicato alle installazioni temporanee e alla produzione di artigiani vigevanesi, dove ho trovato ad aspettarmi le creazioni di Charles Jourdan, ditta francese che ha collaborato con molti marchi in tutto il mondo, come Karl Lagerfeld, Pierre Cardin, Chirstian Dior.

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Sandalo Lagerfeld realizzato da Charles Jourdan, Museo della Calzatura, Vigevano

Un’intera sala è dedicata al tacco a spillo, innovazione cara a tutte le donne che deve a Vigevano i suoi natali. Infatti il primo stiletto è stato realizzato nel 1953 nella città che vanta una delle piazze più belle d’Italia. Il tacco sottile era stato pensato per accompagnare gli outfit moderni e femminili del new look lanciato da Dior in quegli anni, ma i primi prototipi erano realizzati in legno, pertanto si spezzavano facilmente. A porre rimedio ci pensano gli artigiani vigevanesi che risolvano il problema realizzando tacchi a spillo con base d’appoggio in alluminio, più resistente.

tacco a spillo

Il primo tacco a spillo realizzato a Vigevano nel 1953

Jimmy Choo

In primo piano tre creazioni Jimmy Choo in esposizione nella sala dedicato al tacco a spillo, Museo della Calzatura Vigevano

Christian Lacroix

Sandali Christian Lacroix, esposti nella sala dedicata al tacco a spillo, museo della calzatura, Vigevano

Una parte del museo è dedicata alla sezione Stile e Design, in continuo movimento, per raggruppare e omaggiare gli stilisti nazionali e internazionali che hanno dato il proprio contributo creativo e progettuale al mondo della calzatura. Dall’insuperabile Coco Chanel all’originale Renè Caovilla , ma anche Laboutin, Gucci, Givency, Armani e molti altri.

Coco Chanel

Così moderna e sempre attuale, questa scarpa bicolor Chanel è del 1960, esposta al museo della calzatura di Vigevano

sandali Renè Caovilla

Sandali Renè Caovilla, sezione stile e design, museo della calzatura, Vigevano

Chiudono il museo (o apre a seconda di come organizzate la vostra visita) la Sezione Storica e la Sezione Etnica, con tante curiosità sulla scarpa, calzature piccine e oversize, scarpe di culture lontane e modelli curiosi.

calzatura coreana

Calzatura tradizionale coreana, museo della calzatura, Vigevano

COSA: Museo Internazionale della Calzatura Pietro Bartolini

DOVE: Piazza Ducale, corso Repubblica, Vigevano (si trova all’interno del castello sforzesco).

ORARI: da martedì a venerdì 14.00 – 17.30, sabato e domenica 10.00 – 18.00, ingresso libero

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