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La nascita di Magnum Photos

Ci sono scatti che entrano nella storia e sicuramente quelli di Robert Capa e degli altri fondatori dell’agenzia Magnum Photos sono tra questi. Dai reportage di guerra alle foto delle popolazioni africane, sono 120 le fotografie che fanno parte della mostra “La nascita di Magnum“, allestita presso il Museo del Violino di Cremona e visitabile ancora fino al 15 febbraio. Sono stata di recente a vedere l’esposizione, che con le sue immagini racconta alcuni momenti cardine del 900, la bravura dei fotografi e l’evoluzione del mestiere del fotogiornalista.

India, Ghandi

India, Gandhi detta un messaggio, 1948. Henri Cartier Bresson / Magnum Photos

Dalla terrazza del ristorante del MOMA di New York, dove Robert Capa, Henri Cartier Bresson, George Rodger e David Seymour “Chim” nel 1947 hanno fondato l’agenzia fotografica Magnum, l’obiettivo dei fotografi associati si è esteso a tutto il mondo. A Bresson l’Oriente, a Seymour l’Europa, a Rodger Africa e Medio Oriente, a Vandivert l’America e a Robert Capa piena libertà d’azione in tutto il mondo. La novità assoluta? I fotografi rimangono proprietari dei negativi, grazie alla formula della cooperativa che tutela i diritti e il lavoro del fotografo.

rifugiati di guerra

Grecia, rifugiato di guerra. David Seymour / Magnum Photos

Tra le foto esposte sono senza dubbio straordinarie le immagini di guerra di Robert Capa o le ultime fotografie di Gandhi catturate dalla sensibilità di Cartier Bresson, ma uscendo dalla mostra mi sono portata nel cuore le immagini degli orfani di guerra scattate da David Seymour, che portano alle luci della ribalta le conseguenze del secondo conflitto mondiale, anche le meno evidenti, come la solitudine dei bambini. La nascita dello stato di Israele e il documentario sulla tribù dei Nubs in Sudan completano l’allestimento di Marco Minuz, che ha permesso per la prima volta di confrontare insieme questi reportage.

COSA: mostra “La nascita di Magnum. Robert Capa, Henri Cartier Bresson, George Rodger, David Seymour Chim”

DOVE: Cremona, Museo del Violino fino al 15 febbraio. http://www.mostramagnumcremona.it

Varazze, il parco costiero

parco costiero

Per me è una sfida. Io adoro il mare in tutte le stagioni, ma spesso familiari e amici mi rimproverano che non c’è nulla da fare al mare d’inverno. Mentre la bellezza dei profumi e dei colori del grande blu (come direbbe il papà di Nemo) è senza stagione. Amo camminare in riva al mare, anche se non c’è sole: l’aria sa di buono e si può ammirare lo spettacolo delle onde che giocano con la spiaggia. Come nella bellissima passeggiata del Parco Costiero di Piani d’Invrea, che collega la città di Varazze, in provincia di Savona, con la vicina Cogoleto, in provincia di Genova.

strada

La via del lungomare Europa è stretta tra il verde della macchia mediterranea e le rocce degli scogli

Una delle particolarità di questo parco costiero, che si sviluppa come Lungomare Europa, è che è stato realizzato dove un tempo si trovava la linea ferroviaria, risalente al 1860 circa e con una storia di viaggi lunga più di un secolo, infatti ha trasportato treni vista mare fino al 1970. Ora al posto dei binari, sono le ruote delle biciclette a dominare la strada, lasciando spazio anche ai pedoni e agli appassionati di rollerblade.

tunnel ferrovia

Il vecchio tunnel della ferrovia: attraversalo è molto suggestivo, ma attenzione alle gocce d’acqua che filtrano dalla roccia

Il paesaggio marino si fonde con la montagna, come accade tipicamente in Liguria, e le calette che caratterizzano il parco costiero dei Piani d’Invrea inframmezzano la scogliera, luogo ideale per gli appassionati di immersioni. Per raggiungerle d’estate dovete abbandonare le infradito e attrezzarvi con le sneaker, decisamente più adatte per scendere lungo le rocce bianche, che incontrano direttamente il mare, mescolandosi con piccole spiagge sassose.

scogli

Gli scogli sono il luogo ideale per gli appassionati di immersioni

spiaggia

Piccole spiagge sassose, immerse nelle macchia mediterranea, inframmezzano la scogliera

La passeggiata da Piani d’Invrea fino a Varazze è di più di due chilometri, c’è qualche panchina per riposarsi e se volete mangiare qualcosa davanti al mare o semplicemente bervi un caffè in questo tratto c’è il Bar della Scogliera, che trovate qualche centinaio di metri prima di arrivare a Varazze.

Bar della Scogliera

Il Bar della Scogliera all’interno del Parco Costiero

macchia mediterranea

Il pitosforo è una delle piante che caratterizzano la macchia mediterranea, come anche il pino marittimo

Soprattutto d’inverno, nei pressi della scogliera c’è tanto vento, quindi da non dimenticare durante una passeggiata d’inverno sul lungo mare è di stendere sul viso una buona crema idratante e di avvolgersi in una calda sciarpa.

Onde

Onde che si infrangono contro gli scogli: spettacolari, ma da vedere a distanza per non rischiare una doccia fredda

COSA: Parco Costiero dei Piani d’Invrea

DOVE: lungomare Europa, Varazze (SV)

 

 

 

Kandinsky in mostra a Milano

Azzurro cielo, Vassily Kandinsky

Stanze azzurre e blu accolgono sulle loro pareti paesaggi sfumati, soggetti biomorfi, punti, linee e geometrie astratte. La location di questa atmosfera onirica è Palazzo Reale, a Milano, che dal 17 dicembre 2013 al 27 aprile 2014 ospita la mostra “Vassily Kandinsky. La collezione del Centre Pompidou”. Ho visitato l’esposizione, che raccoglie 80 opere dell’artista russo, che migrò in Germania, prima per studiare a Monaco, successivamente per insegnare alla prestigiosa scuola di arte e architettura Bauhaus, per poi finire il suo viaggio artistico in Francia, a Parigi. Il percorso è articolato in 8 sale, dedicate alle quattro sezioni che presentano tutte le fasi della poetica pittorica di Kandinsky, seguendo un ordine cronologico.

Parco di Saint-Claud

Parco di Saint- Cloud, viale ombreggiato, Vassily Kandinsky, 1906

La mostra mi ha coinvolto subito nel viaggio verso l’astrattismo del pittore. Conoscevo Kandinsky solo per i quadri tempestati di colori, forme sinuose o geometrie, mentre nelle prime sale, sopratutto in quella dedicata al periodo degli studi a Monaco, ho conosciuto i suoi paesaggi post impressionisti, con colori accesi, ma anche cupi. Il mio preferito è “Parco di Saint-Cloud, viale ombreggiato“: davanti al quadro, osservandolo, mi sembrava di essere veramente all’ingresso di un viale alberato!

Complessità semplice

Complessità semplice, Vassily Kandinsky, 1939

All’inizio dell’esposizione trovate un breve video in cui Nina Kandinsky, moglie del pittore e donatrice di molte delle opere raccolte al Centre Pompidou, racconta del percorso artistico del marito. Guardandolo ho iniziato a comprendere la grande diversità di linguaggi presenti nei quadri. La moglie Nina infatti spiega che per Kandinsky andava bene tutto ciò che è sincero e non faceva differenza tra le diverse tendenze in pittura. Indica anche le antiche icone russe come originale fonte di ispirazione di Kandinsky, che nel suo continuo viaggiare, anche a causa di guerre e regimi totalitari, entrò in contatto con molti movimenti artistici. Da vedere, per conoscere non solo Kandinsky, ma anche l’arte della prima metà del 900.

Per informazioni: http://www.kandinskymilano.it/home/

COSA: mostra “Vassily Kandinsky. La collezione del Centre Pompidou”, dal 17 dicembre 2013 al 27 aprile 2014

DOVE: Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano

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